Dopo la legalizzazione, la normalizzazione della cannabis passa per un drive-thru nella cittadina di Parachute, in Colorado.

Il drive-thru è uno dei simboli più iconici e internazionalmente noti del modo di vivere americano. Cosa potrebbe rappresentare meglio il benessere illimitato che il capitalismo occidentale offre ai suoi cittadini della possibilità di comprare cibo senza scendere dal sedile della propria auto?

Ma non soltanto hamburger e patatine. Negli Stati Uniti esistono drive-thru praticamente di qualsiasi cosa: dalle gallerie d’arte alle consulenze legali, passando per le pompe funebri, tutto è più bello se lo puoi fare senza parcheggiare e modificare l’inclinazione della tua colonna vertebrale.

Perciò, seguendo l’evoluzione delle mode, dei consumi e del codice penale, l’arrivo del drive-thru per acquistare marijuana legale era solo una questione di tempo. E infatti il primo aprirà domani in Colorado, nella piccola cittadina di Parachute, che conta poco più di mille anime.

La scelta della data non è casuale: il 20 aprile è infatti una sorta di informale Giornata mondiale della cannabis, per via di un’associazione numerica dalle origini semi-leggendarie, ma il cui significato è ormai ben radicato nella controcultura, non solo statunitense — e non solo controcultura, dato che anche Snapchat si è dotata l’anno scorso di un discutibile filtro 420 con le sembianze di Bob Marley.

L’idea del drive-thru è venuta a Mark Smith, amministratore delegato di Tumbleweed, un negozio di marijuana che da Parachute, nel giro di poco più di un anno, si è espanso in varie altre città della zona. “Non mi aspettavo che quest’idea avrebbe fatto notizia in tutto il paese,” ha detto Mark Smith al quotidiano locale Post Independent, raccontando di essere semplicemente venuto incontro a una necessità abbastanza comprensibile dei propri clienti — trovare il negozio aperto anche a tarda notte. ll Tumbleweed Express sarà infatti aperto fino alle 4 del mattino.

Il Colorado, insieme allo stato di Washington, è stato il primo ad aver legalizzato la marijuana anche a scopo ricreativo, con una legge approvata nel 2012. Tra il 2014 e il 2016 hanno seguito le stesse orme anche Alaska, Oregon, California, Nevada, Maine e Massachussets, mentre parallelamente si è ingrossato il numero degli stati che ne hanno autorizzato almeno l’impiego medicinale, segnando la fine di un’epoca di criminalizzazione e war on drugs.

Il boom della marijuana legale è stato sin da subito una grossa opportunità economica per le amministrazioni locali e per gli imprenditori che, come Mark Smith (ma anche quelli più famosi di lui), hanno saputo approfittarne. Solo nella piccola città di Parachute, i proventi della vendita di marijuana costituiscono il 30% delle entrate fiscali totali.

La corretta modalità per fumare uno spinello. (The Breakfast Club, 1985)

Gli effetti della legalizzazione sono stati oggetto di numerosi studi, che ne hanno evidenziato gli aspetti positivi — soprattutto sul lato economico e lavorativo, se si pensa che solo in Colorado l’indotto della cannabis ha portato alla creazione di 18 mila posti di lavoro full time — e negativi, legati non soltanto a problemi di abuso — come l’aumento di incidenti d’auto con guidatori sotto effetto di THC — ma anche a fratture più profonde della società americana, in primis la disparità razziale.

L’arrivo di Trump alla Casa bianca allontana verosimilmente la possibilità di una legalizzazione a livello federale — ma è difficile che il trend possa essere invertito, e l’inaugurazione del drive-thru di Parachute, nel suo piccolo, rappresenta un passo verso un traguardo che supera la legalizzazione stessa — la normalizzazione.

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