Presentato in occasione di Studi Festival, Il Palmario raccoglie 28 illustrazioni di palme oniriche, dai cortili del quartiere Niguarda ai fiordi scandinavi.

C’è la palma con le foglie viola con occhi al posto delle noci di cocco, la palma in barattolo per portare sempre con sé l’odore del vento, la palma fatta di ritagli di giornale, la palma-Samuel Jackson, la palma lilla notturna portatile. Sono alcune delle palme immaginarie raccolte nel Palmario di Landskap, un piccolo laboratorio di serigrafia e grafica d’arte aperto da poco nel quartiere Niguarda, periferia nord di Milano.

Il Palmario è il loro primo prodotto editoriale, presentato al Fruit di Bologna a gennaio scorso e ora a Milano, durante la terza edizione di Studi Festival, una rassegna di cinque giorni che ha aperto al pubblico gli studi e i laboratori degli artisti in tutta la città.

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Il Palmario raccoglie le illustrazioni di 28 artisti, mescolando stili, sensibilità e tecniche differenti, dall’acquerello al clip art, a creare un collage forestale onirico, in cui i tronchi sottili degli alberi svettano silenziosi, e le foglie si aprono a sondare l’ambiente circostante. “Ogni angolo può trasformarsi in un’oasi tropicale, ogni oasi tropicale può avere la propria palma.”

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Illustrazione di Lucia Salvatore

“Abbiamo usato come soggetto la palma perché è legata a questo luogo,” ci spiega Cristiano Rizzo di Landskap, alludendo alle quattro o cinque palme che si litigano il poco spazio di un’aiuola nel cortile interno in cui si trova il laboratorio. “L’abbiamo scelto prima che scoppiasse tutto il caso delle palme a Milano,” aggiunge ridendo.

Ma la coincidenza rivela in qualche modo uno Zeitgeist vegetale della città, che riporta la palma ai suoi antichi fasti simbolici: immagine di immortalità nell’Egitto dei faraoni, emblema di vittoria per gli atleti greci, e poi simbolo del trionfo di Cristo. Dall’antica Mesopotamia all’estetica vaporwave, la palma non perde il suo fascino ineffabile.

l1In occasione della presentazione del Palmario, gli artisti che hanno collaborato al progetto hanno esposto nello studio di Landskap i propri lavori. “Volevamo dare spazio ai loro lavori personali,” spiega Cristiano, “anche al di là delle palme. Sono ragazzi di diversa nazionalità: italiani, cinesi, arabi… Abbiamo cercato di fare una cosa varia il più possibile.”

Landksap è aperto da un anno, fondato e gestito da sette studenti dell’Accademia di Brera. “L’idea era di aprire uno spazio che fosse allo stesso tempo un laboratorio, per noi, e un luogo aperto al pubblico — sia nel caso di mostre, come questa, sia come una sorta di coworking per la serigrafia e la grafica d’arte in generale.” Tra i prossimi progetti del laboratorio c’è anche Buco nel Cervello, un corso di narrazione al femminile che si terrà fra aprile e giugno.

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