Un nuovo studio di Alan Stern prova a ridefinire cosa sia un pianeta e cosa no, riportando nella categoria il declassato Plutone, e anche la nostra Luna.

È un’idea vecchia, che riemerge spesso negli studi di astronomia: noi terrestri, da bravi abitanti della Terra, consideriamo la Luna un nostro satellite, uno dei tanti del sistema solare, come quelli che orbitano attorno a tutti gli altri pianeti. Ma siamo sicuri di non abitare invece in un pianeta doppio?

Un pianeta doppio è l’insieme di due pianeti che orbitano attorno a un punto comune. Il fatto abbastanza interessante è che i confini tra sistema pianeta / luna e pianeta doppio sono abbastanza sfumati, e aperti ad interpretazione.

Secondo le attuali norme astronomiche, il modo piú semplice per distinguere un pianeta doppio da un sistema pianeta / luna è osservare dove si trovi il baricentro attorno a cui i due corpi ruotano: se è all’interno di uno dei due corpi, l’altro è una luna, se invece entrambi i corpi orbitano attorno un punto immaginario sospeso tra di loro, si tratta di un pianeta doppio.

Se consideriamo la norma del baricentro come caratteristica per descrivere un pianeta doppio, purtroppo dobbiamo ammettere che la Luna è un nostro satellite — tuttavia, è un sistema da usare con attenzione. Se prendiamo la coppia Sole / Giove, ad esempio, è possibile osservare come non sia il pianeta a orbitare attorno alla stella: nonostante la gigantesca differenza in termini di massa, grazie alla notevole distanza il baricentro tra i due corpi si trova fuori dal corpo del Sole: se Giove fosse una stella, si tratterebbe di due stelle binarie, se il Sole fosse un pianeta, si tratterebbe di un pianeta doppio.

D’altronde, il rapporto Terra / Luna è letteralmente unico nel sistema solare: la Luna è un quarto del diametro della Terra, ed è il satellite piú grande del sistema solare, relativamente al proprio pianeta.

La settimana scorsa è uscito su Planetary and Lunar Science un paper di un team guidato da Alan Stern che ridefinisce cosa sia un pianetaAlan Stern, a dirla tutta, ha una ragione di vendetta: è tra i leader del gruppo che ha progettato e condotto la missione New Horizon verso il pianeta Plutone.

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Ma: durante il lungo lungo viaggio della sonda, l’International Astronomical Union aveva deciso che Plutone non era piú un pianeta — era un plutoide, o un “pianeta nano trans-Uraniano.” Quando finalmente la missione raggiunge Plutone, ed è un successo, la domanda piú frequente con cui Stern doveva fare i conti era sempre: “Ma perché avete mandato una sonda fin laggiù per vedere una cosa che nemmeno è un pianeta?”

Stern propone allora di valutare se un pianeta sia meritevole o meno di questo stato in base ai propri meriti geofisici, e non su come orbitino attorno al Sole. Il paper “promuoverebbe” di nuovo Plutone a pianeta, insieme a molti altri corpi del sistema solare, tra cui, anche, la Luna.

Il paper di Stern è molto tecnico, ma anche pieno di belle sferzate alla comunità scientifica che ha declassato il suo pupillo, definendo la propria definizione “migliore per chi pratica geoscienze, insegnanti e studenti.” Stern non risparmia commenti acidi sulla questione da anni, sostenendo che non dovrebbero essere gli astronomi, ma gli scienziati planetari, a decidere cosa sia un pianeta.

Comunque sia, l’idea di vivere su un pianeta doppio è molto piú bella che avere una luna.

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