Il mito di Kurt Cobain è inseparabile dalla sua giovinezza. Ma se fosse invecchiato? Abbiamo provato a immaginare come sarebbe andata.

Si può dire, senza sbagliare troppo, che Kurt Cobain e i Nirvana hanno chiuso il Novecento e la storia del rock: per l’ultima volta, una band dall’attitudine autenticamente punk vendeva milioni di copie in tutto il mondo, scalava le classifiche, incarnava un vago senso di ribellione giovanile. Dopo i Nirvana, gli adolescenti non hanno più ascoltato rock (non come fenomeno di massa). A vedere un vecchio concerto della band, oggi, si percepisce chiaramente che era un altro secolo.

Parallelamente, Kurt Cobain è stato l’ultimo vero artista-ribelle-maledetto, paradigma di autodistruzione, figura quasi messianica agli occhi dei suoi adoratori — complice la bellezza apollinea, che ne faceva un’icona inseparabile dalla propria giovinezza, alla pari di James Dean. Per questo, è difficile figurarsi Kurt Cobain vecchio.

Oggi avrebbe compiuto 50 anni. Mezzo secolo.

Abbiamo provato a immaginare come sarebbe andata.

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  • Maggio 1994: Kurt Cobain viene dimesso dal St. John Medical Center di Seattle, dov’era ricoverato in seguito al tentato suicidio di un mese prima. Da settimane i fan sono accalcati davanti alle porte dell’ospedale, ma Cobain è deciso a mantenere il più stretto riserbo. Il suo medico personale annuncia alla stampa che il cantante intraprenderà finalmente un percorso di riabilitazione.
  • Gennaio 1995: Cobain, nella prima intervista pubblica rilasciata a MTV, parla del recupero della propria fede cattolica come aiuto fondamentale per vincere la dipendenza dall’eroina.
  • Giugno 1996: i Nirvana tornano live sul palco del Lollapalooza.
  • Dicembre 1996: esce River River, che sarà ricordato come il disco di minor successo della band, il tentativo forzato di recuperare una vena artistica ormai esaurita. In seguito lo stesso Cobain rinnegherà il lavoro, attribuendone la responsabilità soprattutto a Grohl e Novoselic e alle pressioni dell’etichetta.
  • 1997-1998: dopo il tour mondiale di promozione del disco, si consuma la rottura definitiva della band, divisa dai litigi per la gestione delle royalties. È l’inizio di una battaglia legale che si protrarrà per altri quattro anni.
  • 1999: esce Alone In Silence, collaborazione tra Cobain e la moglie Courtney Love. Accolto tiepidamente dalla critica, il disco mescola grunge, post-rock, noise, psichedelia e poesie beat.
  • 2001: i Nirvana si riuniscono per un concerto a Seattle in occasione dei dieci anni di Nevermind. Si diffondono voci di un possibile nuovo tour americano, ma non se ne farà nulla.
  • 2003: i tabloid riportano in prima pagina le cronache del divorzio spettacolare tra Cobain e Love, lungamente preannunciato da litigi e accuse incrociate di violenza. Mesi prima, Love aveva rilasciato un’intervista televisiva con un evidente livido sotto lo zigomo destro.

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  • 2004: Cobain, visibilmente ubriaco, cerca di salire sul palco dei Grammy Awards durante la premiazione dei Foo Fighters per aggredire Dave Grohl, ma viene fermato dagli uomini della security.
  • 2005: in un’intervista definisce “mocciosi sfigati” gli Arctic Monkeys, e “sacchi di merda” i fratelli Gallagher.
  • 2006: Esce Nut, primo disco solista di Cobain. 12 brani acustici, chitarra e voce, senza distorsioni — a preannunciare la svolta folk del decennio successivo. Le liriche elaborate e intimiste spingono molti critici a parlare di una nuova maturità artistica del cantante, che intraprende un breve tour negli Stati Uniti e in Europa. A settembre dello stesso anno è ospite di David Letterman insieme al vecchio amico Buzz Osborne dei Melvins.
  • 2008: Esce nei cinema With the lights out, il documentario di Martin Scorsese dedicato ai Nirvana, con estese interviste a Cobain e agli altri ex membri e amici della band. È l’inizio di un’autentica amicizia tra il cantante e il regista, che lo sceglierà come attore protagonista del suo film del 2010 Shutter Island. L’anno precedente, Cobain si era già avvicinato a Hollywood componendo la colonna sonora del film di Sean Penn Into the Wild.

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  • 2009: apre il blog inutero.org, inizialmente punto di riferimento per i vecchi fan dei Nirvana, poi sempre più flusso di coscienza personale del cantante, che pubblica quotidianamente pensieri sull’attualità, considerazioni filosofiche, disegni e poesie. Attorno al blog si raccoglie una community numerosa, mentre il pensiero di Cobain mescola sempre più misticismo buddista, filosofia beatnik e deliri complottisti. Pochi mesi dopo, inutero.org sbarca anche su Twitter.
  • 2010: riceve una nomination all’Oscar come miglior attore protagonista per Shutter Island.
  • 2011: per i vent’anni di Nevermind, esce una raccolta di cover tratte dal disco, curata dallo stesso Cobain. Tra gli artisti coinvolti nel progetto: Katy Perry e John Mayer, Muse, Pharrell Williams, Joan Baez.
  • 2013: si esibisce sul palco dei Grammy insieme a Miley Cyrus, che nel suo album Bangerz include una cover di Smells Like Teen Spirit.
  • 2014-2015: è giudice di X-Factor UK per due stagioni.
  • 2016: con quello che da molti viene giudicato un inspiegabile voltafaccia rispetto alle sue idee giovanili, attraverso inutero.org decide di sostenere Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi. In aperto contrasto con gran parte del mondo della musica pop statunitense, accetta di esibirsi all’inaugurazione del neo-presidente a gennaio 2017, salvo ritirarsi all’ultimo per problemi di salute. Per l’estate del 2017 è atteso un nuovo album da solista, interamente dedicato alla tradizione folk e country americana.
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