La storia di LazyTown e del suo creatore dimostrano che internet ogni tanto è anche un bel posto.

LazyTown è un programma educativo per bambini nato in Islanda nel 2004. Il creatore, Magnus Scheving, è un personaggio molto noto nel suo paese. Campione nazionale di ginnastica aerobica nel 1992, diventa campione scandinavo nel 1993 e, nel ’94 e ‘95, campione europeo. Abbandonata la carriera da ginnasta fonda la LazyTown Entertainment, società il cui principale scopo — quello di diffondere gli ideali di uno stile di vita sano — viene promosso attraverso la produzione di libri, giochi e, a partire dal 2004, di una trasmissione tv.

Lo show va fortissimo, e non solo in Islanda. Le prime due stagioni, recitate in inglese, finiscono con l’essere doppiate in 32 lingue e trasmesse in più di 100 paesi — in Italia su Disney Channel. Come in ogni programma rivolto a un pubblico prescolare, la formula è molto semplice. L’eroe baffuto, interpretato da Magnus Scheving stesso, non fa altro che correre e piroettare a ritmo di musica per i 20 minuti dell’episodio, mentre insegna agli abitanti di LazyTown i benefici dell’esercizio fisico. Il cattivo, Robbie Rotten, cerca disperatamente di agire in senso opposto, sabotando le azioni dell’eroe e spingendo gli abitanti verso la pigrizia e l’ozio.

Magnús Scheving, autore della serie, interpreta anche il personaggio di Sportacus.

Magnús Scheving, autore della serie, interpreta anche il personaggio di Sportacus.

Data la sua natura “bizzarra” (per mancanza di termine migliore), la serie è entrata presto nella cultura di internet. Dialoghi surreali, metà cast formato da attori e metà da marionette, colori e situazioni che neanche nei peggiori trip d’acidi. Ma la vera magia sta altrove. Tutta questa stranezza trova il suo apice nell’intermezzo musicale: ogni episodio trova la sua espressione massima nel momento musical che coinvolge gran parte dei protagonisti. Ciò che colpisce è che le canzoncine risultano sempre incredibilmente orecchiabili. Questo pezzo, ad esempio, trasmesso nell’ottobre del 2004, è diventato un vero cult nel mondo dei ‘’pirati’’ informatici, specie quelli che si muovono via torrent. Il motivo non dovrebbe risultare troppo oscuro.

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Nel settembre 2016 viene diffusa online la notizia che Stefán Karl Stefánsson, l’attore che interpreta l’antagonista, Robbie Rotten — anch’egli molto noto in patria — soffre di tumore al pancreas. Il fatto viene confermato da un post su Facebook della moglie. Quasi contemporaneamente un canale YouTube, SilvaGunner, pubblica un remix di “We are number one,” una canzone di LazyTown cantata proprio da Stefán. Il video raggiunge in fretta le centinaia di migliaia di visualizzazioni — mentre scriviamo viaggia verso il milione e mezzo — e innesca un effetto a catena. Molti utenti di YouTube e di Soundcloud cominciano a pubblicare i loro remix. Così nasce il meme.  

Nel frattempo Stefán non se la passa bene. Gli viene comunicato che le spese per il trattamento sfiorano il centinaio di migliaia di dollari, un’enormità. Qualcuno gli fa notare, provvidenzialmente, ciò che sta accadendo online e gli suggerisce di cavalcare l’onda creando una pagina di crowdfunding per pagarsi le spese mediche.

Siamo al 10 ottobre quando viene pubblicata la pagina. 3 giorni dopo, l’attore, che ancora non ha ben capito le dimensioni del fenomeno, ne diffonde l’esistenza sui social e attraverso Reddit.

Da qui in avanti il meme esplode definitivamente. Il video originale di “We are number one” supera le 12 milioni di visualizzazioni e i 30,000 commenti. I remix e le parodie si moltiplicano e, ad oggi, la ricerca su YouTube “we are number one lazy town” restituisce 770.000 risultati. Molti di queste parodie sono realmente assurde: abbiamo la versione cantata da Hitler, quella cantata da Big Smoke e pure questa che non riusciamo francamente a descrivere. Non è importante, ciò che conta è che spesso i video rimandano, attraverso un link in descrizione, alla pagina di crowdfunding. Risultato: in 3 mesi circa vengono raccolti più di 115.000 dollari. Niente male per un meme.

In questi giorni Stefán sta continuando a curarsi, ma è comunque riuscito a regalare al popolo di internet una versione live della canzone che l’ha reso celebre, segno che lo spirito è senza dubbio rimasto intatto.  


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