Questo è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet.
Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

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Preludio

In un blitz senza precedenti, Trump ha firmato tre ordini esecutivi di enorme gravità. (CBS News)

Il primo prevede il completo congelamento delle assunzioni da parte dello Stato, a livello federale — una misura per “contenere il budget,” in attesa che la sua squadra si produca in un piano per tagliare le spese. Ah: il congelamento però non riguarda i servizi di sicurezza, spionaggio, e militari. Che coincidenza. (the New York Times)

Il secondo reintroduce il “bavaglio globale” per le ONG di tutto il mondo: gli Stati Uniti non aiuteranno e sosterranno più nessuna organizzazione non governativa, in tutto il mondo, che pratichi o anche solo discuta di aborto con le persone che assiste. È una pratica draconiana, che costerà la vita a migliaia di donne. (Vi ricordate quando ore fa si accusavano le donne in piazza di essere come negli anni ‘70?)

Infine, con una firma — tremolante, forse le penne della Casa bianca sono troppo grandi per le manine di Trump — viene archiviato il TPP, il partenariato commerciale transpacifico che doveva offrire il modello per il “nostro” TTIP. (the Washington Post)

TPP gg

A prescindere dal giudizio politico su TPP e TTIP — il secondo sarebbe stato disastroso per l’Europa, ad esempio — la firma è il primo innegabile segnale, anche per i commentatori più conservatori e meno attenti a questioni di uguaglianza, diritti e decenza, che quella di Trump sia a tutti gli effetti una destra diversa da quella iper liberista che gli Stati Uniti hanno visto finora. Stati Uniti che in nome del protezionismo e del nazionalismo sembrano ormai destinati a lasciare il proprio ruolo a leader del mercato globale alla Cina. (the New Yorker)

Tagliare la testa al TPP non è una norma da repubblicani tradizionali, e infatti la decisione è stata accolta non senza applausi dall’altra metà di congresso e senato — in particolare, da Bernie Sanders. (the Washington Post)

Ma nel TPP non c’erano soltanto gli Stati Uniti — eh per forza, no? — e i paesi che sono rimasti alla festa devono capire cosa si può fare senza l’ospite d’onore. Australia e Nuova Zelanda si stanno attivando per promuovere un accordo “12 meno uno,” per conservare il trattato. (BBC News)

Da oggi è più importante tenere a mente un’altra sigla, il RCEP — il partenariato alternativo al TPP, a guida strettamente cinese. A proposito ne parla lo Straits Times già da qualche giorno. (Straits Times) (Memo: testata strettamente legata al governo di Singapore.)

Mondo

Il capodanno cinese in numeri: 2,5 miliardi di persone si muoveranno in macchina per raggiungere le famiglie, 15 milioni lasceranno Beijing per le feste, quasi 6 milioni viaggeranno all’estero. (BBC News)

Giorni fa May avvertiva Bruxelles: il Regno Unito sarebbe uscito dall’Unione Europea, con o senza accordi di libero scambio. Ma non deve essere necessariamente così: se si dovesse dimostrare così devastante, dall’Unione Europea si può anche non uscire — il voto del referendum non è sacrosanto, ricorda Jonathan Steele sul Guardian. E il Labour dovrebbe dire qualcosa a riguardo.

L’Arabia Saudita vuole reinventarsi, e sotto lo sguardo del principe trentunenne Mohammed bin Salman scommette sul turismo. Ma con le norme iperconservatrici del paese il governo si deve porre un problema irrisolvibile: cosa può offrire di divertente ai turisti? (the Wall Street Journal)

Contro ogni previsione, Yahoo non se la sta cavando malaccio in Borsa. (Reuters)

Una maxi operazione a livello europeo guidata dalla Spagna ha portato all’arresto di 75 persone coinvolte nel furto e traffico di oggetti d’arte e reliquie trafugate. (Npr)

La FCC, authority in merito di telecomunicazioni statunitense, sarà guidata sotto Trump da Ajit Pai — nemico giurato della neutralità della rete. Se dovessero gli Stati Uniti fare passi indietro su questo fronte, sarà difficilissimo resistere anche in Europa, dove il fronte per un internet aperto è particolarmente tremebondo. (The Verge)

È stata una lunga settimana strana in Gambia — Nicoletta Bortoluzzi, che dal 2014 gestisce un progetto in Gambia finanziato dall’Unione Europea sull’accesso alla giustizia e la formazione giuridica, ci ha spiegato cos’è successo. (The Submarine)

Italia

Salvini e Grillo sono come quei due amici che tutti sanno vanno insieme ma poi in compagnia negano tutto. (la Repubblica)

Questa sera cala la scure della Consulta sull’Italicum, e sembra ormai certa la bocciatura. Ma per sapere come procedere serviranno le motivazioni, che arriveranno tra un paio di settimane. (la Stampa)

Aspettare: forse la dote più rara nella politica italiana. Tutti i partiti hanno già deciso di cosa lamentarsi per questo verdetto, e questo teatrino ci terrà impegnati per un po’. (Corriere della Sera)

Milano

Piazza Duomo si prepara a un cambio di stile.

Mentre Piazzale Lugano, tra Bovisa e Ghisolfa, è ancora territorio di nessuno e dimenticato dalle istituzioni. (Urban File)

Una delle pietre di inciampo installate pochi giorni fa in ricordo dei deportati nei campi di concentramento nazisti è già stata vandalizzata. (MilanoToday)

Ambiente

Quanto possono contribuire le nuove tecnologie nel contrastare il cambiamento climatico? Un’indagine dell’università di Yale ce lo spiega. (Yale Environment 360)

Quando il professor Renzo Rosso scrive su un giornale vale la pena di leggerlo. In questo articolo parla dell’effetto domino nel caso di catastrofi naturali. (Il Fatto Quotidiano)

Dopo averlo tolto da Che tempo che fa e dopo avergli cancellato “Scala Mercalli”, la Rai rinchiude Luca Mercalli dentro uno “sgabuzzino mediatico”: due minuti di tempo alle 8 di mattina. Guardatelo mentre illustra un grafico stampato su carta, LIVE da casa sua.

Cult

È ufficiale il titolo del nuovo capitolo di Star Wars. Si chiamerà The Last Jedi.

Vi ricordate della storia d’amore tra Hulk Hogan e Gawker? Ci hanno fatto un documentario che presto sarà su Netflix. (Vulture)

Già nostalgia di Obama? Ecco tutti i libri che ha consigliato durante la sua presidenza. (Kottke)

Su Twitter un utente ha deciso di applicare qualsiasi tipo di soundtrack al neonazista che venerdì si è preso un pugno in faccia durante le proteste anti-Trump. (The 405)

Cosa preferite, Carly Rae Jepsen?

O Chance The Rapper?

Il regista di Suicide Squad ha finalmente ammesso che cambierebbe molte cose nel film se avesse la possibilità di tornare indietro. (Vox)

In occasione dell’uscita italiana di Arrival, questa settimana Intraviste ha spiato Ted Chiang, autore del racconto da cui è tratto il film, e Denis Villeneuve, il regista. (The Submarine)

Musica

Ci lascia Jaki Liebezeit, batterista e fondatore dei Can, band tedesca esponente del krautrock — che negli anni ha avuto un lungo e proficuo rapporto con il cinema.

God, are we going to do any interesting questions? This is all bollocks”, Brian Eno regala una magica intervista al Guardian.

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