Il nome Cristobal Tapia de Veer — salvo ad una sparuta nicchia di estimatori e di seriofili televisivi — non richiamerà nessuna reazione particolare, ma ad oggi è uno dei compositori per serie tv più innovativo e imprevedibile in circolazione.

Cristobal nasce nel 1973 a Santiago del Cile durante l’anno del golpe militare che rovesciò l’allora Presidente Salvador Allende e mise al potere il dittatore Augusto Pinochet. Il genitori ritengono invivibile il clima politico-sociale cileno e decidono di abbandonare il Paese per trasferirsi a Parigi. Dopo poco tempo la madre di Cristobal prova a tornare in Cile con il figlio, ma la situazione sotto la dittatura si dimostra comunque insostenibile — trovano definitivamente rifugio in Québec.

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Qua il giovane de Veer si iscrive al Conservatoire de musique du Québec, dove ottiene una laurea in musica classica, specializzandosi in percussioni. A partire dal 2001 inizia a entrare nell’industria discografica grazie ad un contratto con la Warner Music per la pop-band di cui fa parte, i One Ton — mettendo da parte però il suo background classico. È solo dieci anni dopo che, in solitaria, inizia il percorso musicale per cui è conosciuto oggi.



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Nel 2011 il canale televisivo inglese BBC Two produce il drama vittoriano in quattro episodi The Crimson Petal and the White, la colonna sonora viene affidata a de Veer.

Il compositore rispolvera gli studi classici — perfettamente incasellati nel contesto di metà Ottocento — integrando nella colonna sonora suoni metallici, echi della rivoluzione industriale inglese. Matthew Gilbert del Boston Globe descrive la soundtrack “come passaggio da ronzii elettronici ad un’estasi corale”. Cristobal capisce di aver trovato la sua voce, o meglio la sua strada sonora. Il nome (che va detto, rimane impresso per la sua particolarità onomastica) inizia a rimbalzare tra ambienti musicali e televisivi.

Ben presto arriva la seconda, e più importante offerta: Channel 4, emittente pubblica britannica, sta producendo il thriller cospiratorio Utopia e Cristobal viene scelto per la partitura della colonna sonora. La precedente esercitazione alla BBC Two dà i suoi frutti.

La colonna sonora di Utopia diventa subito un cult. In un trionfo di campionamenti, ritmi rocamboleschi e note taglienti — ispirati molto dal british pulp della serie — la soundtrack vince il premio Craft & Design Award per “miglior musica originale” della Royal Television Society.

“Il lavoro del vincitore mescola il confine tra sound design e partitura, creando così una colonna sonora che la giuria ha definito in grado di dare l’impressione di essere suonata all’interno della propria testa.”

Esagerato? Guardare l’opening scene della serie tv per ricredersi.

Utopia segna la svolta nella carriera di Cristobal. Dopo i premi, gli vengono affidate le colonne sonore degli show Série Noir, Jamaica Inn e la seconda stagione di Utopia. Lo stile claustrofobico della sua musica sembra accostarsi perfettamente alle produzioni televisive inglesi, caratterizzate da ambientazioni ristrette e spesso chiuse (va detto che le Highlands non sono proprio la Death Valley), ma l’inventiva e l’originalità di Cristobal vengono inevitabilmente notate dalle più pompose produzioni americane.

Nel 2016 infatti de Veer firma per la BBC America, oltre a quella del film The Girl with All the Gifts, la colonna sonora della serie tv Dirk Gently — agenzia di investigazione olistica, disponibile proprio in questi giorni su Netflix.

Il successo delle colonne sonore di Cristobal Tapia de Veer non deve sorprendere, a fronte di un ormai incalcolabile numero di prodotti televisivi che vedono la messa in onda, il fattore musica diventa un elemento chiave — oltre a storia, regia e cast — per il successo di una serie. Più la colonna sonora si identifica con la narrazione (e questo è il vero pregio delle partiture di Cristobal) più quella produzione avrà la possibilità di sfondare il muro del mainstream, e di conseguenza assaggiare il successo televisivo — oggi quasi più importante di quello cinematografico.

Quest’anno produzioni come Atlanta e Insecure hanno legato le proprie storie con il contesto musicale afroamericano dell’hip-hop senza però affidarsi a colonne sonore indipendenti, altre big della televisione hanno perseguito strade sicure, come le musiche di Ramin Djawadi (già autore per Game of Thrones) per Westworld. Gli unici ad avvicinarsi al lavoro fatto da Cristobal sono Kyle Dixon e Michael Stein — in arte S U R V I V E — con la colonna sonora di Stranger Things. Tutti e tre hanno cercato di creare uno stile che fosse in grado di amplificare storie e immagini, senza privarsi del carattere autoriale.

Se il nome di Cristobal Tapia de Veer (sì, ci piace molto scriverlo per intero) vi era fino ad oggi sconosciuto, è il momento di dedicare un pomeriggio ai suoi lavori. Di sicuro le sue musiche arriveranno sempre più alle orecchie del grande pubblico, e per allora sarete pronti a riconoscerle.

— FIN —

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