Salvini non è nuovo alle accuse di assenteismo e oltre alla poltroncina di Palazzo Marino, infatti, ne occupa un’altra più importante al Parlamento Europeo.



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Il Comune di Milano ha divulgato i dati sulle presenze dei Consiglieri alle sedute del Consiglio Comunale. I risultati sono molto interessanti. Indovinate chi è il consigliere con più assenze, con una media di presenze inferiore al 50%? Ovviamente è Matteo Salvini — che forse qualcuno avrà sentito nominare anche fuori da Milano, e che ha presenziato a soli 14 Consigli Comunali su 31.

Salvini non è nuovo alle accuse di assenteismo. Oltre alla poltroncina di Palazzo Marino, infatti, ne occupa un’altra più importante al Parlamento Europeo — su cui si è seduto ugualmente ben poco: come dimenticare la sfuriata del suo collega belga in proposito?

Alle scorse elezioni, Salvini si è candidato in cima alla lista di centrodestra per attrarre voti verso il proprio schieramento, con ogni probabilità senza aver mai avuto intenzione di avere un ruolo effettivo nei lavori del Comune. Ciò non toglie che, una volta eletto, non si sia tirato indietro come aveva fatto qualche anno fa il candidato-simbolo Moni Ovadia nella lista L’altra Europa con Tsipras, ma abbia conservato quella cadrega come sua, lasciandola quasi sempre vuota. Tra l’altro pare, secondo quanto segnalato anche da consiglieri come Paolo Limonta, che anche nelle rare volte in cui Salvini è comparso a schiacciare il bottone della sua presenza, non abbia praticamente mai concluso un’intera seduta del Consiglio senza assentarsi per lungo tempo durante i lavori — o non sia mai rimasto fino alla fine.

Gli altri due consiglieri assenti illustri sono Mariastella Gelmini e Stefano Parisi, con 16 e 18 presenze ciascuno.

Entrambi, nel periodo successivo alle elezioni che gli hanno garantito il seggio, sembravano troppo occupati con la ricostruzione del centrodestra per badare a quisiquilie come il bilancio municipale. Non che con la ricostruzione del centrodestra gli sia andata granché meglio — soprattutto a Parisi, che nell’arco di un mese, quest’autunno, è passato da delfino di Berlusconi a novello Lucifero rinnegato dal supremo Silvio.

Per finire, c’è un’altra assenza illustre: quella di Beppe Sala, che ha collezionato solo 16 presenze. Ma va detto che questa statistica, a differenza delle altre, è giustificabile. Sala è il Sindaco, non un Consigliere comunale: il suo lavoro è in larga parte esterno a quello delle dinamiche consiliari. O, chissà, forse le sue assenze sono solo un’innovativa e recondita forma di autosospensione.

Se volete controllare in dettaglio la pigrizia del consigliere che avete votato, qui potete trovare il documento completo.

— FIN —