85 anni fa, il 31 ottobre 1931, si concludeva la Conferenza di Atene dell’International Museums Office. Al termine del lungo evento, durato dieci giorni, fu pubblicato l’Athens Charter, la prima “carta del restauro” internazionale, un manifesto per architetti e tecnici che si impegnavano a:

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  • evitare restituzioni integrali dell’opera;
  • favorire l’anastilosi;
  • favorire l’uso di materiali e tecnologie innovative, purché dissimulati per non alterare l’immagine dell’opera d’arte;
  • diffondere la cooperazione tra conservatori e ricerca scientifica;
  • rispettare dell’opera del passato, senza proscrivere lo stile di alcuna epoca;
  • riconoscere l’entità della città e dell’ambiente urbano;
  • sviluppare la conoscenza del patrimonio, pubblicando un “inventario dei monumenti storici”
  • introdurre il concetto di internazionalità del patrimonio culturale.

La carta, che sarebbe poi stata rivista e espansa a Venezia e Firenze nei decenni successivi, poneva nuove responsabilità sugli addetti ai lavori, identificando per la prima volta il valore culturale internazionale di monumenti e architetture locali, e mettendo per la prima volta in primo piano il concetto di anastilosi.

07:40, 30 ottobre 2016. Il Centro Italia è sconvolto dall’ennesimo terremoto, di magnitudine 6,5, tra Marche e Umbria. È una scossa piú forte di quella di anni fa all’Aquila. Per tanti paesi già decimati dalle precedenti scosse è il colpo di grazia: pochissime strutture restano in piedi, mentre si squarciano anche le strade.

Dopo il terremoto dello scorso 24 agosto 2016, nuove forti scosse sono state registrate nella sera del 26 ottobre, e poi di nuovo questa mattina. Dal primo sisma ad Amatrice le scosse sono costate la vita a 298 persone e hanno causato 388 feriti, in una tragedia che non sembra vedere una fine.

A Norcia, una delle località piú colpite, crolla la cattedrale di San Benedetto, struttura di fama internazionale.

Ore dopo, in conferenza stampa, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi chiede alle forze politiche di rimanere unite e non approfittare della tragedia, cogliendo la palla al balzo per criticare la rigidità dell’Europa sulla legge di bilancio. Garantisce sicuro, “ricostruiremo tutto.”

Il problema si pone però in varie forme: c’è la necessità di ricostruire le case delle famiglie dei paesi colpiti, quella di costruire nuove infrastrutture — scuole, ospedali, biblioteche, uffici — e infine quello di ricostruire i paesi: e i paesi sono innanzitutto caratterizzati dai monumenti, dalle chiese, da palazzi storici. Non sono elementi che possono essere facilmente sostituiti con nuove strutture, non sono strutture che possono essere ristrutturate in modo da essere a prova di sisma facilmente, o del tutto.

L’anastilosi è una tecnica di restauro che prevede il restauro di una struttura rimettendo insieme i pezzi originali della costruzione. Secondo l’Athens Charter è l’unica tecnica di restauro “scientificamente accettabile”: la Carta di Venezia, che lavora sul charter, specifica l’obbligo di rendere evidenti tutte le integrazioni, che devono assolutamente essere distinguibili dalle parti originali. La totalità delle costruzioni “classiche” che possiamo osservare in Italia è stata restaurata così.

Il restauro di queste costruzioni “caratterizzanti” non è solo fondamentale, è dovuto — l’articolo 9 della Costituzione garantisce che la Repubblica tuteli “il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.” Non è possibile quindi fare un ragionamento di demolizione programmata, senza un consecutivo e programmato in medesima sede progetto di ricostruzione “come era.” Tuttavia il problema di come affrontare la spesa è inevitabile nel contesto dell’austerità europea — soprattutto considerato come la Costituzione ordini anche il pareggio di bilancio, anche se è Costituzione un po’ piú giovane.

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