Foto apparse su sito internet di distribuzione immagini gestito dal Pentagono Dvids e poi identificate dal Washington Post rivelano il ritorno in Iraq di una delle armi chimiche peggiori della Storia: il fosforo bianco.

Nelle foto vengono ritratti soldati intenti nel caricare colpi al fosforo bianco — interrogati dal Washington Post, i portavoce della difesa hanno ricordato che l’uso del materiale è considerato abituale. L’esplosione di questi colpi crea enormi segnali di fumo bianco per circa dieci minuti, il tempo sufficiente per mandare segnalazioni a distanza o per coprire spostamenti agli occhi del nemico.

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Photo By 1st Lt. Daniel Johnson (U.S. Army photo by 1st Lt. Daniel I Johnson/Released)

Tuttavia il fosforo bianco ha effetti devastanti sulle persone e sull’ambiente: una volta incendiato non si spegne fino ad essersi completamente consumato, causando incendi lunghi giorni e bruciature gravissime su chiunque tocchi. Ovviamente, allargandosi come una nube, è impossibile indirizzarlo verso obiettivi militari,verso i terroristi, per questo sarebbe norma il suo utilizzo in spazi molto ampi, lontani da aree abitate.

Interrogato dal Washington Post, il colonnello dell’Air Force John Dorrian, portavoce per la coalizione in Iraq ha inizialmente sottolineato come le forze statunitensi usino sempre il fosforo bianco in contesti per evitare danni a persone.

Alla domanda precisa se le munizioni fossero state esplose vicino a aree abitate o combattenti nemici, però, ha rifiutato di rispondere.

L’uso indiscriminato da parte degli Stati Uniti di fosforo bianco non è una novità — bombe “fumogene” sono state usate in abbondanza durante la battaglia di Falluja, nel 2004, e durante l’invasione dell’est dell’Afghanistan.

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Photo By 1st Lt. Daniel Johnson (U.S. Army photo by 1st Lt. Daniel I Johnson/Released)

Human Rights Watch sottolinea come l’uso di armi chimiche, sebbene indubbiamente efficace nel breve termine, sia estremamente controproducente — il fosforo bianco lascia sul corpo delle proprie vittime cicatrici e bruciature: sono queste le tattiche che sul lungo periodo si trasformano nelle fondamenta con cui organizzazioni come lo Stato Islamico raccolgono la fedeltà dei civili.

Gli Stati Uniti, tuttavia, sembrano essere eccezionali promotori del fosforo bianco: è una delle armi chimiche preferite dalle forze saudite in Yemen, e durante l’inverno del 2014 le forze ucraine scatenarono la propria furia incendiaria contro diversi centri abitati fedeli alle forze separatiste.

La sua popolarità non deve sorprendere: malgrado svariati tentativi, il suo uso non è completamente illegale, in quanto ufficialmente usato per segnalazioni e ostruzione. Tuttavia, l’uso a Falluja nel 2004 è considerato da numerosi esponenti (anche del mondo accademico statunitense) un crimine di guerra. Il ritorno a tattiche così violente e sconsiderate racconta di una missione militare che vuole a tutti i costi trovare una rapida conclusione, senza pensare a nessuna conseguenza.

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