whatsapp-image-2016-09-15-at-15-50-30Nel campo ai piedi di Como San Giovanni si scarica la tensione con un torneo di pallavolo improvvisato, senza punteggio e senza squadre, “si va avanti, si gioca e basta, finché le gambe stanche reggono e il tempo non passa.” In queste ultime ore i migranti che ormai da due mesi vivono accampati tra gli alberi appena fuori dalla stazione si preparano alla manifestazione che partirà questa sera verso le 19, proprio da San Giovanni. Percorrerà alcune vie cittadine, per giungere poi nei pressi di Piazza San Rocco, dove sono stati sistemati i container. “Il trasferimento verrà effettuato probabilmente lunedì 19, o comunque nel corso della prossima settimana,” racconta uno dei volontari. La forte pioggia della scorsa notte è stata un duro colpo per il morale dei ragazzi, alcuni giovanissimi, che non sopportano più di vivere in una tale condizione di degrado: “Nel campo è pieno di malattie, ci sono anche donne con bambini molto piccoli — alcune sono incinte. Tutto ciò non è accettabile per un essere umano, ma nemmeno per un animale.”

Nell’aria, molta rabbia e molta impazienza.

I pendolari vanno e vengono dalla stazione, percorrono la lunga scalinata a occhi bassi, o con lo sguardo incollato allo smartphone.

Di fatto, la situazione pare molto tranquilla: tutti si mostrano accoglienti, sorridono, desiderosi di parlare. Si tratta per lo più di africani — vengono da Senegal, Sudan, Eritrea, Gambia.

Quasi tutti sono passati per la Libia, e poi per mare. “La bella Italia. La bella Italia è questa? Un Paese che tratta gli uomini come porci. Qui non ci vuole restare nessuno. Noi nemmeno. Aprite le frontiere, e ce ne andremo.” — Madi, 23 anni, Senegal.

Aggiornamento: The Submarine è stato alla manifestazione in supporto ai profughi della sera di giovedì 15 settembre, 2016.

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