Se hai 27 anni, sei single e hai una carriera di successo, probabilmente stai vivendo il momento migliore della tua vita.

Non se vivi in Cina.

I 27 anni sono considerati dalla società cinese il punto di non ritorno, oltre il quale le donne non sposate vengono etichettate come “sheng nu”, che in inglese viene tradotto con “leftover women— in italiano la traduzione letterale sarebbe un’agghiacciante “avanzo di donna.”

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L’idea che una donna debba sposarsi giovane è ben radicata nella cultura cinese (e non solo), ma la generazione che ha vent’anni oggi è cresciuta in un mondo completamente diverso da quello di quando i loro genitori avevano vent’anni. Se questa è un’affermazione generalmente valida, lo è a maggior ragione per quanto riguarda la Cina: i ventenni di oggi hanno la possibilità di passare il weekend con gli amici facendo shopping o andare a un concerto o a un appuntamento con qualcuno conosciuto su Tinder. I ventenni di ieri avevano Mao. E per loro dev’essere particolarmente difficile cambiare prospettiva.

Quindi, cosa può fare una donna single di successo davanti alla terrificante prospettiva di tornare a casa per il Capodanno senza un compagno da presentare a mamma e papà (e zii, cugini, nonni, ecc.)? Facile, ne prende uno a noleggio.

Sebbene la pressione a sposarsi e mettere su famiglia sia esercitata soprattutto sulle donne, nemmeno gli uomini ne sono immuni e sempre più ragazze vengono noleggiate come finte fidanzate.

Infatti quello del fidanzato/a in affitto è ormai un vero e proprio business, tanto che fino a poco tempo fa c’era una sezione appositamente dedicata al noleggio di fake boyfrienda su Taobao —  il più importante sito di e-commerce cinese. Ma stando a quanto dice Sean Lee, organizzatore di eventi e finto fidanzato part-time, “tutta l’azione adesso si svolge si QQ — l’equivalente cinese di MSN o AOL — dove le tariffe medie si aggirano intorno ai 150$ al giorno.”

App per finti fidanzati sono diffuse anche in Brasile (Namorofake) e soprattutto negli Stati Uniti (dove pullulano servizi come “Invisible Girlfriend”, “Fake  girfriend” e “Internet fake girlfriend”), ma si tratta soprattutto di un “supporto online”— una situazione più simile Her che non a The Wedding Date.

Come ha spiegato su D Paolo Giovannelli, psichiatra e direttore clinico del centro Esc per le dipendenze da internet, “nella stragrande maggioranza dei casi chi si rivolge a questi servizi di amicizia virtuale lo fa per semplice gioco, per curiosità, per provare qualcosa di nuovo. In altri, più rari e più gravi casi, ci si rifugia in queste situazioni virtuali per cercare una via di fuga da difficoltà relazionali e da esperienze traumatiche.”

Si tratta quindi di una situazione diversa da quella cinese, dove ricorrere a un finto fidanzato è un bisogno dettato da esigenze familiari e non personali.

D’altronde se fossi trascinata da mia madre al “marriage market” di Pechino — nel parco di Zhongshan, dove genitori di ragazzi single si trovano per combinare incontri tra i loro figli (riluttanti e umiliati) — anch’io preferirei presentarmi a Capodanno a braccetto di uno sconosciuto noleggiato per l’occasione.

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