Gli Stati Uniti e la Cina hanno annunciato che ratificheranno gli accordi sul clima raggiunti a Parigi nel corso della COP21 lo scorso dicembre. L’annuncio è stato dato dato alla vigilia del G20, che si terrà proprio in Cina — a Hangzou — e sarà dedicato al tema della crescita economica. Cina e Stati Uniti, insieme, sono responsabili del 40% delle emissioni globali di CO2.

Il trattato di Parigi si prefigge lo scopo di mantenere l’aumento globale delle temperature al di sotto di 2 gradi centigradi — per quanto si tratti comunque di una soglia pericolosa. L’accordo — che dovrebbe entrare in vigore nel 2020 — diventerà legalmente vincolante soltanto quando sarà sottoscritto da almeno 55 nazioni, responsabili per il 55% delle emissioni fossili globali.

Aperto alle firme dal 22 aprile, finora è stato siglato dai rappresentanti di 180 Paesi, ma soltanto 24 hanno già depositato la documentazione necessaria per la ratifica ufficiale — in totale, responsabili di poco più dell’1% delle emissioni. Ci si aspetta quindi che l’ingresso ufficiale di Cina e Stati Uniti nel gruppo dei Paesi firmatari sposti definitivamente il piatto della bilancia verso la piena entrata in vigore dell’accordo. Per ufficializzare la ratifica, c’è tempo fino al prossimo 21 aprile.

Storicamente refrattari all’impegno per contrastare il cambiamento climatico — soprattutto gli Stati Uniti, che non hanno mai ratificato il protocollo di Kyoto, il più insigne precedente degli accordi di Parigi — i due Paesi hanno di recente più volte espresso la propria volontà di tagliare il livello delle rispettive emissioni di CO2: del 26–28% entro il 2025 gli USA, mentre la Cina si è impegnata almeno a fermarne l’aumento entro il 2030.

Obama e Xi Jinping durante un incontro bilaterale nel 2014 / Flickr

Obama e Xi Jinping durante un incontro bilaterale nel 2014 / Flickr

Nonostante il traguardo sia ancora lontano, e i risultati quanto mai incerti, la notizia è stata accolta con soddisfazione dai rappresentanti delle principali organizzazioni ambientaliste. La direttrice di Greenpeace International Jennifer Morgan ha detto che “questo è il segnale di una nuova era nell’impegno globale alla lotta contro il cambiamento climatico.”

La scelta del momento — sotto i riflettori del G20 — non è ovviamente casuale: il Presidente cinese XI Jinping ha invitato espressamente gli altri membri del summit a seguire l’esempio di Cina e Usa e ad assumere un “ruolo guida” ratificando gli accordi entro la fine dell’anno. Obama ha dichiarato che l’annuncio di oggi entrerà nella Storia come un momento cruciale nella lotta al global warming.

“Dove Paesi come la Cina e gli Stati Uniti sono pronti ad assumere una leadership e a guidare con il proprio esempio, è possibile per noi creare un mondo più sicuro, più prospero e più libero di quello che ci è stato lasciato,” ha aggiunto il Presidente statunitense, in quello che quasi certamente è l’ultimo viaggio in Asia prima della fine del suo mandato. Da tempo Obama lavora per assicurarsi un’eredità “verde,” ma i suoi sforzi potrebbero essere vanificati da una vittoria elettorale di Donald Trump, che non si è fatto mancare la promessa di cancellare gli accordi di Parigi.  

 

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