In questi giorni il video promozionale diretto da Spike Jonze per il brand di moda Kenzo è stato divorato dall’internet. Lo stile elegante del regista di Her, la coreografia di Ryan Heffington (quello dei video di Sia), le movenze conturbanti della giovane Margarett Qualley e la roboante colonna sonora di Sam Spiegel con il brano “Mutant Brain” hanno fatto del video KENZO World – The new fragrance il mix per una viralità assicurata.

Nell’era di internet, inutile dirlo, la pubblicità è un concetto che sempre più spesso si associa al web più che al piccolo schermo. Ma il rapporto tra cinema e il mondo dei persuasori occulti è una tradizione che risale a ben prima dei video virali e a cui molti registi conosciuti e celebrati hanno dato il loro contributo.

1. Ridley Scott – 1984 (Apple, 1984)

Il doveroso punto di partenza è la pubblicità diretta dal regista de Il Gladiatore in occasione della presentazione del Macintosh nel 1984. Esattamente un anno prima Steve Jobs aveva comparato il Grande Fratello orwelliano alla compagnia rivale IBM, sottolineando come la Apple fosse simbolo di ritrovata libertà, dopo la monopolizzazione del mercato da parte della società avversaria.

Adottando le ambientazioni del capolavoro distopico di George Orwell, Scott ribalta i protagonisti sostituendo all’anti-eroe romanzesco Winston Smith una figura moderna ed energica: un’eroina pronta ad abbattere il grande fratello che sottometteva le masse. Inutile dire che la figura pubblicitaria è entrata nella cultura popolare tanto da ispirare decenni dopo uno dei personaggi della serie tv Halt and Catch Fire.

2. Ang Lee – Dining Out (Visa, 2001)

Sempre rimanendo in tema di grandi coreografie, il regista cinese Ang Lee – famoso per aver diretto La tigre e il Dragone e I Segreti di Brokeback Mountain – nel 2001 dirige la pubblicità per la società di carte di credito Visa.

Il regista affonda a piene mani nella tradizione cinese delle arti marziali, inscenando una rocambolesca lotta fra il cuoco di un ristorante e una cliente a causa di una zuppa troppo salata. Il tutto si risolve con l’uso della carta per pagare gli ingenti danni al locale. Vincente la scelta della colonna sonora jazz in pieno stile Woody Allen, che aggiunge quello humour musicale perfetto per la coreografia.

3. Jonathan Glazer – Dreamer (Guinness, 2001)

Nello stesso anno la Guinness lanciava la sua campagna “Good things comes to those who wait.” La parte televisivo venne affidata al regista di videoclip musicali (recentemente autore del film di successo Under the Skin) Jonathan Glazer, che decise di dare alla clip una impostazione kafkiana.

Apparentemente nonsense, la pubblicità richiama invece i desideri dell’inconscio grazie alle sue tinte in bianco e nero e le sue scene oniriche. Siamo uomini o siamo scoiattoli?

4. David Fincher – Beer Run (Heineken, 2005)

Sempre rimanendo nel settore degli alcolici, la collaborazione tra il marchio Heineken e il regista David Fincher ha prodotto una piccola perla televisiva.

Cineasta schematico e preciso all’inverosimile, Fincher trasforma Brad Pitt (con cui aveva già collaborato in Se7en) nella personificazione del brand. Con il ritmo incalzante dei Rolling Stones i paparazzi non inseguono solo il divo, inseguono anche ciò che rappresenta: la birra Heineken.

5. Spike Lee – Air Jordan (Nike, 1989)

Quando la marca iconica per eccellenza – il baffo sinonimo di sportività, stile e cultura di massa – si allea con il regista della pop culture newyorkese il risultato non può che essere esplosivo.

Alla fine degli anni Ottanta, la serie di pubblicità dirette dal regista afroamericana Spike Lee in collaborazione con il campione NBA Michael Jordan, diedero vita ad uno dei sotto marchi più famosi del brand americano: le Air Jordan. Lo sguardo in macchina, peculiarità di Spike Lee, diventa qua una sfida allo spettatore.

6. Wes Anderson – Castello Cavalcanti (Prada, 2013)

Se c’è un regista che durante la propria carriera ha sempre cercato di affinare il proprio stile estetico, quel regista è Wes Anderson. Era dunque inevitabile che il mondo della moda prima o poi si appropriasse dei suoi schemi e della sua visione per pubblicizzare i propri marchi. Ed è quello che ha fatto Prada nel 2013 con un cortometraggio (in realtà più di uno) ambientato in un anonimo paese italiano durante la Mille Miglia.

Tutti i topoi del regista americano tornano al servizio del brand, l’arte si fonde con la moda, dando vita ad uno dei tanti universi paralleli dell’immaginario andersoniano.

7. David Lynch – The Third Place (Playstation 2, 2000)

David Lynch è un surrealista, e come tutti i surrealisti ama sperimentare. Non poteva mancare dunque nella sua lista di esperimenti una clip pubblicitaria. Nel 2000 Lynch sforna una delle più assurde e labirintiche pubblicità del secolo, una allegoria del mondo videoludico. Metafora che tra l’altro non invecchia per nulla, ma che anzi si potrebbe benissimo applicare alle nuove uscite come No Man’s Sky.


L’elenco potrebbe andare avanti, ma questi pochi esempi servono a ricordare di non sorprendersi troppo davanti a una pubblicità fuori dagli sche(r)mi o stranamente innovativa. Anche la pubblicità è un’arte e in quanto tale ci sarà sempre qualcuno disposto a sperimentare per sfruttarne il potenziale.

Comunque Spike Jonze, oltre all’ultimo video per KENZO, ha diretto una delle pubblicità più tenere di sempre per IKEA. Giusto perché lo sappiate.

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