Il 18 agosto è iniziata la 29° edizione del Ferrara Buskers Festival (FbF) che ogni fine agosto, con la sua carica di musica e spettacolo portata da artisti di strada provenienti da ogni parte del mondo, allieta il ritorno alla quotidianità di migliaia di persone.

Nel 1987 Stefano Bottoni, artigiano ferrarese, si chiese il perché non potesse esistere una città in cui si potesse suonare per strada, almeno per un periodo di tempo limitato. Da quella semplice domanda, sorta un po’ per caso dentro la sua officina, nacque l’idea e in seguito il Festival.

Chi arriva a Ferrara in questi giorni di fine agosto si trova immerso in una situazione a tratti surreale: dalla quiete che regna nelle ore del mattino e del primo pomeriggio, allo scoccare delle 18 si assiste a una vera e propria metamorfosi delle vie della città. Un esercito di cantanti, musicisti, giocolieri e strumenti di qualsiasi genere sembra risvegliarsi dal sonno, portando un meraviglioso spettacolo di musica, arte, danza che travolge gli spettatori. Ha dunque inizio il Ferrara Buskers Festival, composto da tante piccole postazioni, ognuna occupata da un’artista diverso presentato da un cartello che indica nome e provenienza del gruppo, tutte accerchiate da una folla in attesa della prossima esibizione.

Ogni anno, il FbF è dedicato a una nazione diversa — questa edizione è dedicata all’Austria — e tendenzialmente l’organizzazione si impegna a invitare ospiti provenienti dalla località prescelta. Tuttavia, ogni persona che vive il festival ha l’impressione che sia dedicato a qualcosa di più grande — forse a tutti noi, per l’energia e il senso aggregazione che sprigiona.

Ma non mancano gli oppositori: tanti cittadini pensano anzi che questa sia la settimana peggiore per Ferrara, invasa da una folla di “giostrai e nomadi” che produce solamente chiasso, destabilizzando gli equilibri di una città altrimenti tranquilla.

In forza di tanti anni di battaglie tra il Comune e questi gruppi di cittadini, lo spettacolo deve lasciare il centro cittadino alle ore 24, quando la folla di artisti si sposta al Buskers Garden, — uno spazio aperto, poco fuori le mura che delimitano il centro — dove gli artisti vanno avanti a fare festa e a suonare per tutta la notte con chiunque voglia unirsi, lontani dalle lamentele e dall’animo triste di qualche cittadino che tornerà alla sua tranquillità.

La mattina successiva Ferrara si risveglia nella sua apparente normalità e tutto ritorna alla solita quiete, ma le 18 scoccheranno presto, e il Ferrara Buskers Festival riprenderà il suo corso.

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