Tra il pomeriggio di ieri e questa notte gli aerei da guerra israeliani si sono alzati di nuovo sulla Striscia di Gaza, colpendo dozzine di “infrastrutture” di Hamas, secondo quanto ha affermato un ufficiale delle forze di difesa israeliane al quotidiano Haaretz.

Si tratterebbe di un attacco “straordinario,” che non intende far risalire la tensione nella regione, a due anni dall’operazione “Margine Protettivo,” che aveva causato circa 2.300 morti da parte palestinese, di cui, secondo le Nazioni Unite, per il 65% civili.

Al contrario, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri accusa il governo israeliano di aver sferrato l’attacco con l’intenzione di creare “un nuovo equilibrio” a Gaza.

I bombardamenti avrebbero colpito almeno trenta città della Striscia, ferendo cinque persone, e sono arrivati in risposta al lancio di un razzo che domenica pomeriggio ha colpito la città meridionale di Sderot, senza fare danni né feriti. Il lancio è stato rivendicato dal gruppo salafita Ahfad al-Sahaba-Aknaf Bayt al Maqdis, giudicato vicino allo Stato Islamico.

Il mese scorso, un altro razzo aveva colpito un asilo — per fortuna vuoto — a Sderot. Anche in quel caso non si era fatta attendere la risposta militare israeliana, in quella che da vari anni per gli abitanti della Striscia e delle città israeliane vicine al confine Sud è praticamente routine.

Screen-Shot-2016-08-22-at-14.00.33

Si tratta del primo incidente significativo dall’entrata in carica di Avigdor Lieberman, uno dei politici più oltranzisti della destra israeliana, come Ministro della Difesa. Soltanto pochi giorni fa Lieberman aveva presentato il proprio piano contro il terrorismo, combinando la volontà di alleviare le restrizioni sui villaggi “che non supportano i terroristi” al rifiuto di restituire i corpi dei palestinesi morti durante attacchi contro obiettivi israeliani.

Il prossimo 8 ottobre si svolgeranno nei territori palestinesi le elezioni municipali, la prima tornata elettorale dopo le elezioni legislative del 2006, vinte da Hamas. Il partito avversario Fatah — a cui appartiene il presidente Mahmoud Abbas, il cui mandato teoricamente sarebbe dovuto terminare nel 2010 — ha accusato ieri Netanyahu e Lieberman di volere una nuova vittoria di Hamas, per poter giustificare l’interruzione dei negoziati.

No more articles

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi