Attorno al 10 agosto ha cominciato a diffondersi su internet il video di un supposto rito sacrificale — un sacrificio umano, per l’esattezza — inscenato in una delle piazze tra gli edifici del Cern a Ginevra, davanti a una grande statua del dio Shiva. Nel video si vedono alcuni uomini incappucciati attorno a una donna vestita di bianco, che viene fatta sdraiare a terra e pugnalata. La ripresa — fatta dalla finestra di uno degli edifici circostanti, probabilmente l’edificio 40 — si interrompe a questo punto, tra le imprecazioni concitate e spaventate dell’autore.

Momento: cosa ci fa la statua di una divinità della mitologia indù in mezzo al quartier generale del laboratorio di ricerca di fisica applicata più importante del mondo? E non di un dio qualsiasi, ma proprio di Shiva, raffigurato come Nataraja, ossia “il signore della danza,” impegnato ad eseguire la danza cosmica da cui l’intero universo risulterà distrutto, per poi essere ricreato.

È presto detto: si tratta di un regalo dell’India, inaugurato nel 2004 alla presenza dell’ambasciatore indiano in Svizzera e di un alto responsabile dell’energia atomica, per celebrare la pluri-decennale collaborazione tra Nuova Delhi e il Cern. Una placca di bronzo con una citazione di Fritjof Capra spiega la collocazione: “Centinaia di anni fa, gli artisti indiani hanno creato immagini di Shiva danzante in una magnifica serie di bronzi. Ai nostri tempi, i fisici hanno sfruttato la tecnologia più avanzata per ritrarre i ritmi della danza cosmica. La metafora della danza cosmica, così, unifica la mitologia antica, l’arte religiosa e la fisica moderna.”

Non è chiaro, invece, da dove sia spuntato il video. La prima traccia è su una pagina Facebook araba che sembra diffondere materiale mistico-esoterico-complottista, con un link a YouTube che porta a un video rimosso — probabilmente l’originale.

La maggior parte dei commentatori ha subito messo in dubbio l’effettivo svolgimento del sacrificio umano — anche perché, in questo caso, sarebbe in corso quantomeno un’indagine penale della polizia svizzera. L’officiante con il coltello, osservano alcuni utenti su Reddit, sferra un colpo troppo debole per la cassa toracica, o troppo storto per la gola. La bassa definizione del video non aiuta a individuare i dettagli, ma sembra che i partecipanti al rito indossino scarpe da tennis — che non sono proprio il pendant ideale per lunghe tonache scure.

Ma di certo quello è il cortile del Cern tra gli edifici 39 e 40, un’area ad accesso controllato e riservato. Chiunque si sia preso la briga di organizzare, filmare e pubblicare la messinscena del sacrificio — a cui prendono parte almeno sette persone — aveva evidentemente il permesso di stare lì. Una portavoce del centro di ricerca, citata da Agence France-Press, se l’è presa oggi con non meglio specificati “visitatori scientifici” che avrebbero spinto “troppo in là” il proprio senso dell’umorismo.

“Il Cern non perdona questo tipo di prese in giro, che possono dare luogo a fraintendimenti sulla natura scientifica del nostro lavoro,” ha aggiunto, specificando che è stata avviata un’indagine interna.

Il tipo di fraintendimenti di cui parla l’anonima portavoce è lo stesso che cerca di disinnescare una pagina di domande e risposte sul sito ufficiale del Cern, a proposito dei dubbi avanzati sui social network sulle conseguenze del lavoro del Large Hadron Collider, il famoso acceleratore di particelle impegnato nello studio, tra le altre cose, del Bosone di Higgs, volgarmente conosciuto come “particella di Dio” (di Shiva?).

Subito dopo la domanda “Il Cern genererà un buco nero?” si legge “Ho visto il video di uno strano rituale al Cern, è vero?”. La risposta dice chiaramente che no, si tratta di un “lavoro di fiction, che mostra una scena artefatta,” e riprende le dichiarazioni della portavoce.

Attorno al Cern e al Large Hadron Collider si è condensata in effetti una tradizione ormai lunga sulle teorie del complotto, per cui il video del finto sacrificio umano è stato una vera manna dal cielo. Lo scopo dell’acceleratore di particelle non sarebbe quello di indagare l’origine dell’Universo, ma aprire strani portali verso altri mondi, o manipolare il clima, o causare terremoti, per non parlare del timore generalizzato — supportato anche da un’affermazione incautamente decontestualizzata di Stephen Hawking — che possa generare un buco nero e far collassare l’intero Universo. Tra le proposte più fantasiose, c’è quella del cosiddetto Mandela Effect, ossia una manipolazione sistematica del passato, attraverso l’interferenza tra dimensioni parallele, così da piegare la realtà secondo i desideri del governo ombra nazista che comanda gli Stati Uniti.

Quello del complottismo è probabilmente un passaggio inevitabile, quando un centro di ricerca tecnologicamente avanzatissimo — per cui non è certo alla portata di tutti capire davvero le ricerche che vi vengono svolte — entra a far parte della cultura pop, tanto da guadagnarsi i titoli dei telegiornali e pure una canzone di Nick Cave. D’altronde, non è andata diversamente con il famigerato progetto HAARP.

Gran parte dei complottismi intorno al Cern finiscono per orientarsi verso il polo fanatico-cristiano dell’allarme contro il satanismo, forse per il sospetto che la “particella di Dio” possa minare in qualche modo le fondamenta della religione. Il centro di ricerca, in effetti, ha tutte le carte in regola per essere un mezzo utile a richiamare sulla Terra Satana in persona, l’Anticristo o qualche stirpe di demoni, a partire dal logo ufficiale, che chiaramente rappresenta tre 6 sovrapposti.

se la sono andata a cercare

Se la sono andata a cercare.

YouTube è pieno di video fatti talmente male che è difficile non metterne in dubbio la buona fede, tra profezie dell’apocalisse che avrebbe dovuto aver luogo il 23 settembre scorso e dettagliate esegesi della cerimonia di inaugurazione del tunnel del San Gottardo lo scorso giugno, non lontano dal Cern: si sarebbe trattato, ovviamente, di un rituale satanico. (Comunque, strana era strana, eh).

Gli autori del video del sacrificio probabilmente hanno voluto aggiungere carne (umana) al fuoco per divertirsi ancora un po’ alle spalle dei complottisti. Ma a rigor di logica non è detto che, soltanto perché la donna non viene uccisa davvero, si tratti di un sacrificio finto. Potrebbe trattarsi di un rituale simbolico, mimico, sublimato, operato da qualche misteriosa confraternita di scienziati attiva tra i ricercatori del Cern, magari devoti — a loro modo — del dio Shiva. Esempi di studiosi del Cern passati dalla fisica alle speculazioni metafisiche del resto non mancano.

Oppure, al contrario, si tratta sì di un finto rituale, ma fatto circolare apposta per screditare veri rituali cripto-satanici svolti nel centro di ricerca. Commenta un utente su Reddit: “Fanno un finto sacrificio per preservare il mondo. E’ un tentativo per scongiurare qualsiasi cosa del genere. Sì, hanno la possibilità di causare grossi problemi laggiù, ma ancora non l’hanno fatto, e questi rituali per Kali (sic) e simili vanno avanti laggiù da anni.”

Per saperne di più, bisognerà aspettare i risultati dell’inchiesta interna — sempre che non sia preceduta da qualche catastrofe cosmica.

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