Desio è una cittadina di circa 40.000 abitanti ai piedi delle colline brianzole, sede del Banco Desio, del Pala Desio e di uno dei più gravi casi di speculazione edilizia del Nord Italia. Il cosiddetto “Polo di eccellenza”, che nelle intenzioni dei costruttori avrebbe dovuto essere un importante nodo amministrativo e abitativo a Nord di Milano, oggi è un cumulo di rovine alto 22 piani di fianco alla stazione di una cittadina che sta cercando di rielaborare il suo passato industriale e le cui case, in genere, non superano i tre piani d’altezza.

La costruzione sorge sull’area in cui si trovava la fabbrica della ditta Autobianchi – la casa automobilistica produttrice della famosa vettura di Fantozzi – chiusa ormai dal 1992. La manifattura occupava un grande spazio vicinissimo al centro della città, di fianco alla stazione delle Ferrovie dello Stato. A partire dagli anni Duemila, le giunte comunali hanno cercato di riqualificare la zona costruendo una serie di complessi abitativi e di centri per i servizi, accarezzando anche l’idea di creare un nuovo polo universitario.

La torre sarebbe dovuta essere il fiore all’occhiello di questo sforzo di riconversione. Progettata dallo studio Viganò & Associati, autori della riqualificazione anche di molte aree adiacenti, il Polo di eccellenza avrebbe dovuto ospitare residenze per studenti e una serie di uffici. Il tutto, come si legge sul sito del gruppo Addamiano, che si è occupato della costruzione tramite la controllata “Polo d’eccellenza Spa”, “in posizione strategica per i collegamenti all’autostrada Pedemontana e alla stazione ferroviaria che collega la città di Milano in 25 minuti, dotato di ampi spazi di parcheggi e verde.”

I lavori nell’area sono iniziati nel 2001 e lo scheletro della torre è stato eretto molto in fretta, in appena nove mesi alla fine del 2009. Poi i lavori si sono fermati a tempo indefinito. La Polo d’eccellenza Spa è fallita nel febbraio del 2015 e nessuno sembra intenzionato a credere nel progetto – tanto più che ormai del progetto del nuovo polo universitario restano soltanto i quasi cinque milioni di spese.

Il comune di Desio, nel frattempo, è stato sciolto alla fine del 2010 a causa delle dimissioni della maggioranza del Consiglio Comunale per protesta contro il coinvolgimento di alcuni membri della giunta nell’indagine Infinito. A marzo di quest’anno il nuovo sindaco Roberto Corti ha citato in giudizio l’ex direttore tecnico del comune Rosario Perri, chiedendo un risarcimento di sette milioni di euro per danno economico e d’immagine. Settimana scorsa Corti è stato riconfermato sindaco sconfiggendo di nuovo la coalizione di centrodestra, attorno alla quale gravitano ancora numerose figure legate alla giunta sciolta nel 2010.

“È accertato che come dirigente comunale nel 2007 il signor Perri ha cambiato l’atto emesso dal Consiglio comunale”, ha dichiarato il sindaco alla testata locale Il Cittadino. “Ha compiuto un abuso d’ufficio. Ha accettato in garanzia (dalla Società Polo Tecnologico, ndr) la promessa di una fideiussione attraverso un assegno del valore 12 volte inferiore a tale cifra. Ha deciso lui che la cosa andava bene, senza passare di nuovo dal Consiglio comunale, per avere l’avallo. Se non avesse firmato la convenzione, modificando l’atto, l’operazione torre non si sarebbe fatta. La torre non ci sarebbe stata.”

 

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