La questione migranti è al centro degli avvenimenti degli ultimi anni per la grande ondata di persone che arrivano in Europa.

All’interno di questa macro-categoria si collocano diversi termini che spesso vengono utilizzati, consciamente o meno, in modo inappropriato, e per questo si genera confusione.

L’Italiano è una delle poche lingue che può vantare una vastità di sostantivi che si riferiscono al tema dei migranti, e per questo è importante sapere come utilizzarne i vari lemmi.

 

 

Credits: Wikimedia Commons

 

Ecco un glossario minimo contenente i termini principali sul fenomeno delle migrazioni.

Migrante

“Migrante” è il participio presente del verbo migrare. Indica chi sta compiendo uno spostamento, chi si sposta verso nuove sedi o si trasferisce temporaneamente o stabilmente dal suo paese di origine. Il migrante può essere regolare o irregolare. Il primo possiede documenti in regola che legittimano la sua migrazione (come il permesso di soggiorno), il secondo, invece, è entrato in modo illegale nel paese in cui si trova, clandestinamente, non sottoponendosi ai controlli di frontiera, oppure è colui che era in possesso di documenti regolari che però hanno perso validità.

Vi sono poi i cosiddetti “migranti economici,” ovvero coloro che si spostano in un altro paese per motivi economici, per trovare lavoro e migliorare le proprie condizioni di vita.

Il termine “migrante” viene utilizzato quotidianamente per indicare tutte le categorie di persone che migrano, per motivi e per vie differenti.

Profugo

Profugo è una persona costretta ad abbandonare il proprio paese per via della guerra, di persecuzioni o di calamità naturali. La parola profugo deriva dal latino profugere, cercare scampo. Profugo è il potenziale richiedente asilo che non ha ancora richiesto la protezione internazionale.

 

Credits: Foreign and Commonwealth Office

Richiedente asilo

Il richiedente asilo è il profugo che ha inoltrato la propria domanda per ottenere l’asilo politico, ovvero la protezione internazionale, in un altro paese e che è in attesa di una risposta. Anche i migranti non-profughi possono fare domanda di asilo, ma non è detto che venga accettata.

Rifugiato

Rifugiato è colui che ha ricevuto una risposta positiva alla sua richiesta di asilo politico e ha quindi ottenuto la protezione internazionale. Il termine rifugiato gode di una valenza giuridica ben precisa. La Convenzione di Ginevra del 1951 ha definito lo status di rifugiato, indicando che è definibile con questo termine colui che “nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato”.

Il rifugiato cosÏ come ha acquisito questo status, può anche perderlo. Infatti, non gode piÚ della protezione internazionale se rientra nel paese di origine volontariamente o al cessare della guerra piuttosto che delle persecuzioni nel suo Stato.

Credits: Haeferl/Wikimedia Commons

Immigrato

Immigrato è colui che si è trasferito in un altro paese per motivi generalmente lavorativi. Per cui un immigrato è, ad esempio, un italiano che si è trasferito negli Stati Uniti per lavoro. Oppure un tedesco che vive in Italia.

Extracomunitario

Extracomunitario è una persona che non proviene da un paese facente parte dell’Unione Europea.

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